l'open source nelle acque del mediterraneo.

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Ritratto di frankus89
frankus89
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ieri ho partecipato ad una conferenza presso il Politecnico i Bari con titolo come in oggetto.

Han partecipato un grande membro del Lug di Bari, un assessore all'istruzione, due dottorandi con un progetto bellissimo, e svariati prof.
Una conferenza davvero interessante dato che si parlava di Open Source, e attenzione..non Linux.
Interventi davvero obiettivi, tesi a dimostrare che l'opens source non è poi davvero così male. Si può fare di tutto, usare gli stessi strumenti del software proprietario, ma solo non pagare nulla. Ma proprio nulla.
Anzi, a dirla tutta, secondo un rapporto europeo presentato dall'assessore presente, il Trentino ha risparmiato ben 4 miliardi in 2 anni per il solo fatto di aver usato openOffice. (4 miliardi, il taglio di ogni anno alla nostra cara, buon vecchia sanitàà!!!!!) La notizia ha fatto scalpore, almeno in me, perchè non pensavo si potesse risparmiare così tanto denaro nella Pubblica Amministrazione.
Ed ecco che qui l'assessore presenta un testo se così si può definire in cui il consiglio Regionale si impegna a varare una legge in cui l'hardware e il software devono avere particolari requisiti. E per requisiti si intende, per esempio, applicativi gratuiti, o sistemi Linux.
e lo sappiamo bene..che fa la Pubblica Amministrazione se non usare dei semplici applicativi che potrebbero essere implementati su Linux, o che magari già ci sono??
Ma ecco la mia domanda, a cui non ho ricevuto una risposta esauriente: è indubbio che in Europa siamo, se non agli ultimi posti, verso la fine delle classifiche europee (e questo non lo dice uno studente, ,ma i dati alla mano dell'assessore); perchè tanta ignoranza, tanti pregiudizi e il richiamo continuo e costante dell'equazione GRATUITO=SCHIFO?? perché la gente non inizia a pensare con la propria testa, perché non ci si domanda seriamente il motivo per il quale l'equazione non ha senso?? Io da illuminista quale sono tendo sempre ad interrogarmi e a dare giudizi a posteriori. Dopo aver capito la situazione. Perchè la gente non lo fa'??
vi lascio con un'ultima domanda, posta in risalto dall'assessore: ma siam sicuri di voler parlare di Open Source prima di aver discusso sull'ignoranza degli italiani????
Io sono del parere dell'assessore..l'ignoranza è davvero la più brutta delle bestie..

ogni critica è ben accetta. Sad

.. c'è poca cultura ma l'istinto separa i cattivi dai buoni, i rumori dai suoni, le definizioni dall'assioma..

Ritratto di morphy
morphy
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quello che noto più spesso è che non si ha voglia di approfondire.... siamo circondati da oggetti ed idee "usa&consuma" senza chiedersi come si arriva all' "usa" e dove si va dopo il "consuma" ma perché chiederselo se è tutto pronto per essere usato e consumato?

è anche vero che open source non vuol dire free software, ma nella PA c'e' qualcosa non di nicchia che non sia fattibile con il free software?

Intel Core i7 CPU Q 720 @ 1.6GHz / ATI MOBILITY RADEON HD 4650
openSUSE 11.4 (x86_64) / KDE 4.6.00 (4.6.0) "release 6"
Linux 2.6.37.1-1.2-desktop x86_64

Ritratto di moviemaniac
moviemaniac
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Non è vero che si possa fare tutto, ma proprio tutto con l'open source. E non è nemmeno vero che si possa fare tutto, ma proprio tutto con software gratuito.

A me linux piace tantissimo anche come filosofia, sono disposto a sopportare i difetti e i bachi che talvolta spuntano perchè so bene cosa significa sviluppare software e farlo solo a beneficio del prossimo. Ma purtroppo a lavoro sono obbligato a tenere su windows perchè Autocad gira solo lì e non potrei usare altri software. Non ci sono alternative praticabili quando si deve passare i lavori all'esterno e in dwg purtroppo.
Come pacchetto office uso OpenOffice 3.0 ma purtroppo, per colpa di MS, sono costretto ogni volta che devo inviare una relazione a un cliente in formato editabile a fare "salva con nome" e salvare in .doc. Non posso infatti lavorare direttamente in .doc perchè Writer spesso scombina le formattazioni e le impaginazioni quando si chiude e si riapre il file.
Sono riuscito a convincere i capi che non era il caso di buttare soldi per una licenza win da tenere sul server, quando con una semplice installazione di suse o ubuntu si poteva mettere su un server interno completo a cui attaccare anche le stampanti.
Il prossimo passo sarà quello di convincerli ad eliminare il pc che fa da server ftp e che ha windows per accorpare il tutto in un unico server linux con ftp, http e tutto il resto, così da risparmiare pure energia elettrica. Ma poi mi fermerò perchè purtroppo non è ancora pensabile far girare una società di servizi di ingegneria tutta e solo su linux.

Non mi lamento ma sono realista. Un anagrafe come fa a gestire il database per i certificati e tutto il resto? Spesso i programmi necessari sono proprietari, fanno schifo (ne ho visti almeno un paio da dentro) e girano solo su windows.
A tutto si aggiunge l'inadeguatezza di alcuni amministratori (non parlo dei politici ma del personale amministrativo, segretario, vice segretario ecc) che non capiscono un'h e per ciò sono costretti a fidarsi delle indicazioni di fantomatici tecnici/avvoltoi che gli propinano pacchetti abominevoli come fossero oro colato.

aka FaithFulSoft
once MaxDev's staff developer

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auris
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Non ti si può dare torto, moviemaniac!
La strada è ancora lunga ed irta, ma qualcosa si sta muovendo. Un po' di sostegno non farebbe male.

Se sei stanco di virus e schermate blu passa a Linux

Ritratto di mose53
mose53
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Sono un dirigente sindacale di Varese. Tra le altre cose, ho la responsabilità "politica" dei sistemi informativi dell'organizzazione in cui opero. Alcuni anni fa ho "scoperto" che all'interno del sindacato si poteva gestire quasi tutto con sistemi free software perchè i sistemi proprietari dedicati sono pochi ed alcuni di loro, come il browser utilizzato per l'intranet (first class) gira anche su linux.
Il problema è cambiare la cultura degli utenti, il problema cioè è l'inerzia di fronte al cambiamento.
Ho provato a forzare con questa strategia. Passaggio a linux delle postazioni con cui ho un rapporto diretto e continuativo e quindi posso fornire assistenza con continuità. Mantenimento di windows e passaggio al free software degli applicativi (Openoffice, terminator+clamAV, nxclient) negli altri casi.
Nonostante qualche resistenza iniziale, dopo un paio di settimane, quando si è imparato a fare le operazioni ricorrenti con il nuovo software, di problemi non ce ne sono stati più.
Inoltre su un certo numero di macchine che girano normalmente con windows ho caricato anche linux. Quando un operatore ha un problema, tipo virus o altro, che limita l'utilizzo di windows, passa a linux, in attesa dell'intervento del tecnico informatico. Inoltre su tutte le macchine ad accesso aperto a molti utenti, se uno vuole usare windows deve chiedere un account personale, mentre su linux c'è un account pubblico, "a libero accesso".
Sono tutte spinte a familiarizzare con linux, che spero alla fine convincano una parte dell'utenza ad accettarlo come sistema di default. Una parte dell'organizzazione, anche se minoritaria, c'è già arrivata.
L'altro problema di organizzazioni che non hanno un servizio di manutenzione informatica al proprio interno, come è la mia, ma che si devono avvalere di consulenza esterna è quello di trovare tecnici che familiarizzano con linux, che purtroppo sono pochi.
Passare a linux pertanto porta con se l'esigenza ad alzare il livello di "alfabetizzazione" informatica dell'organizzazione per ricorrere meno alla consulenza esterna. In se è un processo positivo, che tra l'altro consente risparmi aggiuntivi. Ma non è un processo semplice.
Cmunque è interessante constatare che in ambienti diversi c'è chi si da da fare perchè le cose comincino ad andare nella direzione dell'open source.

mose53

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Senofonte1
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Di seguito, qualcosa di altamente significativo.

Cosa pensa il ministro Brunetta del software open source?

Scritto da Francesco Argese il 14-11-2008 ore 11:27

Per il momento la risposta è piuttosto semplice: lo ignora. E' quanto riporta Assoli, l'associazione per il Software Libero, che è in attesa da ben tre mesi di una risposta alla richiesta di poter prendere visione dei protocolli d'intesa sottoscritti dal Ministro con Microsoft.

Nella lettera aperta inviata al ministro, l'associazione chiede il motivo per cui non sia ancora giunta una risposta: "se queste cose succedono proprio nel Suo dicastero, proprio nel periodo in cui, a quanto sembra, la crociata contro i fannulloni sta dando il massimo risultato, c'è ancora molto da fare", si legge nel documento.

La lettera è un ulteriore invito a spiegare i motivi di questi accordi che, anche se non è ancora dimostrabile, potrebbero violare l'art. 68 del D.Lgs. 82/05, che impone di realizzare una valutazione comparativa prima d'acquisire il software da utilizzare.

L'associazione sarebbe interessata a prendere visione della valutazione comparativa, che giustifica l'accordo con Microsoft, già condannata in sede europea per abuso di posizione dominante. Del resto, le licenze Microsoft non sono affatto economiche dal momento che l'Italia paga molti milioni di euro ogni anno (274 nel solo 2003).

Perché preferire questa politica a quella del software libero? Nella lettera vengono rammentati tutti i vantaggi offerti dal software open source: "il software libero può essere riutilizzato senza costi di licenza da tutta la P.A." e rende il mercato più libero anziché favorire un gruppo minoritario di aziende che privano il nostro paese di cospicui introiti fiscali. Speriamo che giunga almeno una risposta.

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Lettera al Ministro Brunetta

L'Associazione per il Software Libero cerca da 3 mesi di prendere visione dei protocolli d'intesa sottoscritti dal Ministro Brunetta con Microsoft senza successo.
Forse dei fannulloni si annidano nel Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione ?
Pubblichiamo la lettera aperta indirizzata al Ministro con la quale richiamiamo la sua attenzione riguardo i vantaggi del software libero.

Lettera aperta all'On.le Ministro Renato Brunetta

Protocolli d'intesa sottoscritti in data 05.08.08 con Microsoft Italia S.r.l.

On.le Ministro Renato Brunetta,
il 16.08.08 Le abbiamo spedito una lettera (ricevuta il 03.09.08) con la quale domandavamo di avere accesso a due protocolli d'intesa da Lei sottoscritti con Microsoft Italia S.r.l.: quello “per lo sviluppo di soluzioni d’eccellenza tecnologiche e organizzative, in particolare nel settore della scuola” (http://www.microsoft.com/italy/stampa/Speciali/protocollo/intesa.mspx), e quello (sottoscritto anche dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia) “per la realizzazione di un progetto pilota di ammodernamento e dematerializzazione della gestione documentale degli uffici” (http://www.microsoft.com/italy/stampa/Speciali/protocollo/documentale.ms...).
La notizia di quegli accordi ha destato in noi viva preoccupazione: in primo luogo perché la P.A. spende ogni anno molti milioni di euro in licenze software (274 nel solo 2003), in secondo luogo perché l'azienda Microsoft è stata condannata in sede europea per abuso di posizione dominante e in terzo luogo perché in qualità di Ministro della Repubblica Lei non può ignorare che il software libero offre una valida alternativa e che la legge (art. 68 D.Lgs. 82/05) impone di realizzare una valutazione comparativa prima d'acquisire il software da utilizzare.
Abbiamo pensato che Lei, Signor Ministro, fosse stato mal consigliato e che fosse nostro dovere aiutarLa.
Ci siamo precipitati a scriverLe nel week end di ferragosto, ma, ad oggi, siamo ancora in attesa di risposta. L'inerzia del Suo Ministero ci ha infine costretti a ricorrere alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi.
Quanto dovremo ancora attendere per esercitare il nostro diritto di verificare che quei protocolli d'intesa non ostacolino l'impiego del software libero nella P.A., non rechino ingiusto pregiudizio agli interessi delle aziende europee che commercializzano servizi basati su software libero ed agli interessi dei cittadini ?
Per ora possiamo solo sospettare che, per esempio, l'accordo per il progetto pilota sulla dematerializzazione documentale sia del tutto inutile: in Piemonte si sta già realizzando, con soldi pubblici, un sistema di gestione documentale in software libero (doqui - http://www.doqui.it/), che anche altre regioni stanno considerando di adottare.
Infatti, il software libero può essere riutilizzato senza costi di licenza da tutta la P.A..
Ritardare l'uso del software libero da parte della P.A. danneggia la nostra economia, rende il mercato meno libero e favorisce un gruppo minoritario di aziende che privano il nostro paese di cospicui introiti fiscali. Sa che, per fare un esempio, Microsoft (ma analogo discorso vale per molti dei principali produttori di software proprietario) fattura le licenze vendute in Italia esclusivamente dalla filiale Irlandese (per un totale di 750 Milioni di Euro nel 2003) e che quindi comprando licenze di software proprietario si incide negativamente sulla bilancia dei pagamenti ?
Nel 2000 più di 2.000 cittadini italiani firmarono una lettera aperta intitolata "soggezione informatica dello stato italiano a Microsoft": da allora le cose non sono migliorate se oggi si finanziano le iniziative di quell'azienda, che non ha certo bisogno di aiuti pubblici.
Non ci riferiamo ovviamente ai protocolli d'intesa da Lei sottoscritti (che non abbiamo letto e quindi non possiamo giudicare).
Ci riferiamo invece ad altre esperienze che la nostra associazione ha avuto modo di valutare negli ultimi anni.
Come il Centro di Ricerca di Povo (Trento), inaugurato nel 2005. Un centro in cui per ogni euro investito dal socio privato (Microsoft), ne sono stati erogati quattro a fondo perduto dai soci pubblici (Provincia di Trento, Università di Trento, Università di Catanzaro e FIRB-MIUR), cioè da tutti noi cittadini. Un centro nel quale gli investimenti sono largamente pubblici: saranno pubblici anche i risultati della ricerca ?
Dopo questo "affare", anche il Governo di centro-sinistra si è affrettato a stipulare accordi per la costituzione di tre nuovi “Centri di Ricerca su tecnologie Microsoft”: non è certo una scelta sensata, in un paese che si riconosce nei valori del libero mercato e della concorrenza, destinare soldi pubblici a favore di una impresa che detiene il 95 % del mercato dei sistemi operativi.
Qualcuno potrebbe dire che non abbiamo ricevuto risposta per l'inerzia dei Suoi uffici, per una pratica dimenticata sulla scrivania di qualche dipendente fannullone perennemente in malattia o per qualche dirigente ignavo o menefreghista.
Certo che, se queste cose succedono proprio nel Suo dicastero, proprio nel periodo in cui, a quanto sembra, la “crociata contro i fannulloni” sta dando il massimo risultato, c'è ancora molto da fare.
Nella speranza di riuscire a penetrare la fitta trama di ostacoli che Le impedisce di dare la dovuta attenzione alle istanze del software libero, restiamo in attesa di una Sua gradita risposta.

Con ogni osservanza, per l'Associazione per il software libero
Marco Ciurcina

GRAZIE A DIO, SONO ATEO!

Il pensare è la ragione prima e ultima dell'umano essere (Senofonte1)