Non un buon inizio per openSUSE 11.2

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Ritratto di ap1978
ap1978
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In un recente annuncio sulla mailing list ( http://lists.opensuse.org/opensuse-announce/2009-03/msg00011.html ) informa che

Quote:

The Team agreed with shipping GNOME 2.28 for this release
still we need to have some hard work to get everything in time
because we have to break feature freeze for 11.2.

Traduzione
Quote:

Il Team ha deciso di includere GNOME 2.28 in questa release. Abbiamo ancora un po' di duro lavoro da fare per arrivare in tempo perché dobbiamo rompere il freeze delle funzionalità per 11.2

In sostanza, per quanto riguarda GNOME, l'estensione da sei a otto mesi del ciclo di sviluppo non porterà ad alcun cambiamento, poiché il tempo per il testing sarà limitato a circa un mese. Non credo sia un buon inizio, e penso sia in contrasto con tutti gli sforzi che si stanno facendo per attirare volontari e creare un team di testing.

Ho discusso la cosa in IRC su -project, e la conclusione, riassunta in una frase detta da un membro del team di GNOME è "se vuoi una release stabile usa Debian, SLE o RHEL". E' una voce non rappresentativa, non provenendo dal management, ma da un'idea dello stato confusionale in cui il progetto va avanti, con qualcuno che dice che dobbiamo discutere del "focus" ( http://en.opensuse.org/OpenSUSE_Distribution_Focus ) della distribuzione e qualcuno che le idee le ha già ben chiare e vuole una nuova distribuzione "bleeding edge", come se non ce ne fossero abbastanza. Capirci qualcosa comincia a diventare un po' troppo complicato...

Ciao

ap Big Grin

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Bobreggae
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...andiamo bene...andiamo.... Thinking

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Più che altro non si capisce nulla. Una settimana fa si parlava di una release che punta alla stabilità e si concentrava sulle esigenze degli utenti, oggi si parla di avere una release bleeding edge.

Sembra che ognuno abbia un obiettivo diverso per openSUSE, il che non aiuta di certo chi è esterno a Novell, che da un lato dice di voler fare di openSUSE una distribuzione incentrata sull'utente, e dall'altro è immediatamente smentita dai suoi sviluppatori.

Ciao

ap Big Grin

Ritratto di steluciani
steluciani
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ap io non so bene come funzionano le cose all'interno degli alti ranghi, ma non c'è un leader al vertice del team di sviluppo che può dire che le cose si fanno così e basta? ..per avere una unitarietà di indirizzo del team e evitare questa confusione..

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ap1978
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Quote:

steluciani ha scritto:
ap io non so bene come funzionano le cose all'interno degli alti ranghi, ma non c'è un leader al vertice del team di sviluppo che può dire che le cose si fanno così e basta? ..per avere una unitarietà di indirizzo del team e evitare questa confusione..

Ciao, in teoria chi decide per quel che riguarda openSUSE sono AJ, Coolo, GP e michl. Non so chi abbia deciso e approvato questa decisione. I due sviluppatori di GNOME con cui ho parlato dicono che la decisione non è stata presa dal team di GNOME.
Onestamente di più non so, e sono anche annoiato di dover cercare di capire queste decisioni che avvengono a caso e senza logica, per aver l'ultima versione, sostenendo che "sono gli utenti a volerlo", quando la maggioranza degli utenti ha sostenuto esattamente l'opposto nelle discussioni sulla roadmap della 11.2.

Ciao

ap Big Grin

Ritratto di Pieris
Pieris (non verificato)
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Mah opensuse è praticamente la distro simbolo di kde, quindi i mesi di sviluppo in più credo siano orientati più a stabilizzare kde per renderlo il DE perfetto! Forse gnome ha bisogno di minor testing, basti pensare che la 11.1 con gnome andava da dio!! In ogni caso la scelta potrebbe essere quella di una via di mezzo tra la distro stabile e la bleedin' edge, dato che 2 mesi di sviluppo non vuole dire distro stabile, ma semplicemente un po più stabile!!!

Ritratto di ap1978
ap1978
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Se due mesi li butti via perché non rispetti le deadline, è del tutto inutile. GNOME richiede circa 4 settimane per essere integrato. Con una deadline per GNOME che sfora il freeze, il testing è annullato.

Ciao

ap Big Grin

Ritratto di Il_Cjargnel
Il_Cjargnel
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Ma magari è solo un idea di uno sviluppatore singolo svegliato male e che magari ha litigato con la moglie! Come dire più una proposta che un dato di fatto! Oppure (non me ne intendo di gnome) esso reputa che grandi cose tra le 2 versioni non ci siano e quindi magari si posso correre il rischi (rischio ragionevole).

Comunque sia credo che la parola finale spetti a Coolo vero?? quindi vediamo esso che dice :-P

Ciao Ap1978

OpenSuse 11.0+ OpenSuse 11.2

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ap1978
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Quote:

Il_Cjargnel ha scritto:
Ma magari è solo un idea di uno sviluppatore singolo svegliato male e che magari ha litigato con la moglie! Come dire più una proposta che un dato di fatto! Oppure (non me ne intendo di gnome) esso reputa che grandi cose tra le 2 versioni non ci siano e quindi magari si posso correre il rischi (rischio ragionevole).

Comunque sia credo che la parola finale spetti a Coolo vero?? quindi vediamo esso che dice :-P

Ciao Ap1978

Pare che GNOME 2.28 sarà in 11.2, ma che i tempi di integrazione che il prode team di GNOME stima siano di una settimana. Pare ottimistico, visti i precedenti, falliti, di integrazione in un mese, che hanno portato al rilascio di un mare di patch.

Ciao

ap Big Grin

Ritratto di robermann79
robermann79
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Credo che ap voglia focalizzare l'attenzione sul fatto che permangono problemi di fondo riguardanti il *processo* decisionale che sta dietro opensuse, piuttosto che una specifica scelta (includere il nuovo GNOME).

Se si vogliono davvero fare le cose alla luce del sole e si vuole pretendere che esse siano state davvero volute dalla comunità di utenti, ci dev'essere "un qualcosa" che ufficializzi le decisioni: nei progetti closed possiamo avere delle specifiche definite dall'utente finale, oppure l'imprescindibile decisione del superiore, o sistemi legacy che ti... legano le mani...

Nei progetti open mantenere una leadership (che vuol dire comunanza di obiettivi condivisi) è chiaramente più difficile e controproducente per un'azienda sponsor, in un certo senso. Tuttavia nel momento in cui essa si dichiara "open" deve anche accettarne la sfida e le incognite.

Secondo me, per essere credibile, la scelta degli obiettivi dev'essere:
1. oggetto di discussione pubblica
2. la discussione dev'essere tracciata nel tempo (dunque permanere in qualche tipo di software: wiki, forum, blog, magari qualcosa che aggreghi queste diverse fonti!)
3. soggetta a votazione pubblica su voto equo; gli "aventi diritto" dovrebbero essere persone competenti, non l'ultimo arrivato che vuole vedere i film piratati; magari rappresentativi di comunità (come la nostra)
4. un diktat aziendale ci può stare, ehm, tuttavia dev'essere l'eccezione e non la norma e soprattutto dev'essere spiegato adeguatamente al grande pubblico
5. la scelta così raggiunta DEVE avere valore vincolante per tutti gli attori in gioco, altrimenti è pura perdita di tempo.

Il tool opensuse che al momento mi sembra più si avvicini a questo processo è openfate; tuttavia:
1. non è presentato in questa veste decisionale
2. la votazione è soltanto un interessamento del soggetto e non un contributo alla sua selezione
3. probabilmente è solo una whishlist / todolist web2 e non in formato testuale...

Forse sto proponendo un approccio troppo legalistico, tuttavia Linux va avanti perchè Linus è un tiranno un po' furbetto no? :-P
EDIT:
riguardo quest'ultima battuta: non mi sembra importante quale sia l'obiettivo desiderato dal gruppo, ma il modo in cui arrivarci (processo) - dev'essere incanalato e vincolante. L'open source mi permette di forkare e prendere la mia strada, in modo consapevole, per conseguire i miei propri scopi. Se questi interessano altri si crea una comunita' (basata sugli obiettivi comuni appunto) altrimenti no - non è che "se faccio gruppo faccio IL BENE", in una visione teleologica!

Ritratto di ap1978
ap1978
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Quote:

robermann79 ha scritto:
Credo che ap voglia focalizzare l'attenzione sul fatto che permangono problemi di fondo riguardanti il *processo* decisionale che sta dietro opensuse, piuttosto che una specifica scelta (includere il nuovo GNOME).

Il processo decisionale e quello che dobbiamo seguire per contribuire, al di fuori di piccole attività come le traduzioni e il wiki, è, ad essere gentili, perverso.

Farò un esempio banale che mi riguarda, e che, pertanto, vale ciò che vale. Sto tentando di mettere in piedi l'ormai noto team di testing. Ho proposto la discussione sulla mailing list opensuse-factory, perché cosa si testa se non factory? La discussione è stata reindirizzata al group meeting, dove non si è tenuta per motivi di tempo miei, poi alla mailing list -marketing, dove sono informato del fatto che l'argomento è off-topic, e che opensuse-testing è la mailing list migliore. Dettaglio: il numero di iscritti a quella mailing list è nettamente inferiore a -factory e a -project.

Ora attendo una risposta dal community manager (zonker), che mi ha scritto per sapere come intendo muovermi per la creazione del team. Dovrebbe esserci un meeting in IRC la prossima settimana. Onestamente le premesse sono poche e non ottime, visto che solo per decidere come procedere c'è stato un rimpallo indecente.

La stessa cosa è avvenuta per l'iniziativa "Geeko wants you!" sempre mia, che è un'idea per raccogliere le esigenze degli sviluppatori in termini di volontari, in modo che chi desideri contribuire possa trovare facilmente cosa serve fare e in quali settori. Fortunatamente il compito è più semplice, quindi ho trovato un volontario che mi da una mano e le cose stanno procedendo. Da parte di Novell è arrivato un "grazie" e un "dirigi l'iniziatiava", esattamente come per il team di testing, per il momento.

Quote:

Nei progetti open mantenere una leadership (che vuol dire comunanza di obiettivi condivisi) è chiaramente più difficile e controproducente per un'azienda sponsor, in un certo senso. Tuttavia nel momento in cui essa si dichiara "open" deve anche accettarne la sfida e le incognite.

Secondo me, per essere credibile, la scelta degli obiettivi dev'essere:
1. oggetto di discussione pubblica
2. la discussione dev'essere tracciata nel tempo (dunque permanere in qualche tipo di software: wiki, forum, blog, magari qualcosa che aggreghi queste diverse fonti!)
3. soggetta a votazione pubblica su voto equo; gli "aventi diritto" dovrebbero essere persone competenti, non l'ultimo arrivato che vuole vedere i film piratati; magari rappresentativi di comunità (come la nostra)
4. un diktat aziendale ci può stare, ehm, tuttavia dev'essere l'eccezione e non la norma e soprattutto dev'essere spiegato adeguatamente al grande pubblico
5. la scelta così raggiunta DEVE avere valore vincolante per tutti gli attori in gioco, altrimenti è pura perdita di tempo.

Almeno parte di ciò che dici sta nascendo. Si stanno creando i rappresentanti (Ambassador) delle comunità locali, con varie funzioni di rappresentanza, e Novell si è offerta di coprire i costi che queste persone avranno per svolgere l'attività di rappresentanza e promozione di openSUSE.

Quote:

Il tool opensuse che al momento mi sembra più si avvicini a questo processo è openfate; tuttavia:
1. non è presentato in questa veste decisionale
2. la votazione è soltanto un interessamento del soggetto e non un contributo alla sua selezione
3. probabilmente è solo una whishlist / todolist web2 e non in formato testuale...

OpenFATE è un altro tool che si aggiunge alla lista dei tool di troppo. Il tutto dovrebbe essere integrato con bugzilla almeno per poter funzionare e semplificare la vita degli utenti, in stile Launchpad di ubuntu, che è veramente un'altra cosa rispetto all'orribile bugzilla di Novell e a openFATE.

Quote:

Forse sto proponendo un approccio troppo legalistico, tuttavia Linux va avanti perchè Linus è un tiranno un po' furbetto no? :-P

Linux non funziona grazie a Linus. Funziona grazie a chi mette insieme distribuzioni che lo hanno portato alla luce: Mandrake, Red Hat, SuSE (intendo SuSE, non openSUSE) e Ubuntu.

Quote:

EDIT:
riguardo quest'ultima battuta: non mi sembra importante quale sia l'obiettivo desiderato dal gruppo, ma il modo in cui arrivarci (processo) - dev'essere incanalato e vincolante. L'open source mi permette di forkare e prendere la mia strada, in modo consapevole, per conseguire i miei propri scopi. Se questi interessano altri si crea una comunita' (basata sugli obiettivi comuni appunto) altrimenti no - non è che "se faccio gruppo faccio IL BENE", in una visione teleologica!

In realtà è l'obiettivo del gruppo, che ovviamente deve essere pratico visto che si tratta di software e non di filosofia, la sola cosa a contare. A forza di fork non si va da nessuna parte e si divide semplicemente la comunità. I fork sono utili a rallentare Linux nella maggior parte dei casi più che ad aiutarlo, creando duplicati. In rarissimi casi servono se una situazione è in stallo completo, ma sono l'ultima speranza. Ovviamente conta anche il modo in cui si fanno le cose, ma è naturale conseguenza dell'avere una meta comune. Se ciascuno punta a ciò che vuole personalmente, la comunità non esiste e il progetto di disperde in mille rivoli.

Ciao

ap Big Grin